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Nuova pubblicazione

Frammenti di memoria della Pechino Olimpica di Simonetta Rigato 

Fra schizzi e ricordi, colori e memorie, Simonetta Rigato ci guida, attraverso un racconto appassionato fatto di immagini e parole, alla scoperta di una Cina lontana dai luoghi comuni e dagli stereotipi contemporanei.

I Giochi Olimpici di Pechino del 2008 sono l’occasione per tornare in un Paese che nel corso degli ultimi trenta anni ha conosciuto imponenti  e radicali trasformazioni.

Nello spontaneo confronto tra la Pechino di ieri e quella di oggi, occasione parallela del guardarsi dentro e riscoprire i colori del proprio passato interiore attraverso la lente del presente, l’autrice tiene in lieve equilibrio ironia e nostalgia, lasciandosi ancora stupire da quei particolari che solo la mente ospitale del viaggiatore attento è capace di cogliere.
http://www.con-fine.com/carnetsdevoyage/

1

con-fine n. 15

 

con -
Immanenza e visionarietà.
Le orme dell’umano

Gino Fienga
pag. 14

percezioni
L’avanguardia non armata.
L’ossessione dei sensi
Matteo Bergamini
pag. 16

kaleidos
Bharat Sikka.
Indian Men
Matelda Buscaroli
pag. 19

passeurs
Miriam Vlaming.
The Dark Side of Civilizatio
Giuseppe Di Bella pag. 23

Luisa Rabbia.
Il mondo a occhi chiusi
Luciana Ricci Aliotta pag. 29

Fabio Leone.
Una vista della verità immaginata
Monica Mormone
pag. 33

 

in-camera
Arte selvatica del paesaggio
Nadia Lazzarini pag. 37

fly-time
Come frame pensanti
Veronika Aguglia
pag. 40

exlibris
Dmitry Babenko.
Indizi di vita
Nadia Lazzarini pag. 42

arte povera
Giuseppe Penone.
Definizioni: la pelle, l’albero, il sentiero
Lara Petricig pag. 44

quid
Una donna, un albero e una trincea
Pippo Lombardo pag. 46

- fine
La fine del sogno FMR
Gino Fienga
pag. 47



Prossime inaugurazioni

Memoria:Carmen Coruzzi,Andrea Terenziani,Gianna Zanafredi.

S. Stefano Belbo, dal 3 novembre al 30 novembre 2009

 

...Sono riunite in questa mostra le esperienze espressive di artisti grazie ai quali è ancora possibile dimostrare quanto la  tradizione della pittura,come uso espressivo della materia cromatica,sia tuttora viva ed attuale...Tre artisti professionisti per i quali dipingere e plasmare rappresenta ancora una sfida intellettuale,un esercizio di laboriosa manualità,un'aspirazione a comunicare la loro percezione del mondo attraverso il linguaggio visivo....(Paolo Levi).

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Globalizzazione - Nunzia LUONGO alias MATILDA K.

Torino, dal 6 al 14 novembre 2009

 

La galleria Arteincornice è lieta di inaugurare, Venerdì 6 novembre 2009, Globalizzazione, mostra personale dedicata all’opera di Nunzia Luongo alias Matilda K.

La grande ricchezza formale delle creazioni di questa straordinaria artista suggeriscono un racconto che riporta alla mente la perduta felicità e l’armonia primitiva della nostra epoca filtrata da una raccolta di immagini fenomeniche ed interiori. Visualizzazioni tangibili delle diversità e delle somiglianze di culture a volte distanti tra loro, tali creazioni descrivono con grande forza immaginativa l’energia che consente di vivere e narrare un reale in perpetua evoluzione ed esprimono il desiderio di un fertile movimento.

Costanti forme che emergono dai lavori di Matilda K. sono rappresentazioni geografiche dei cinque continenti, Africa, America, Asia, Europa ed Oceania,  fino alla totale mappatura del globo terrestre osservato da silenziose forme umane senza volto, semplici e leggere sagome nere, ombre bidimensionali di giovani uomini e donne immobili dinnanzi alla maestosità di uno spazio surreale dove il colore si frantuma e ricompone fino a raggiungere una inusitata unità ispirata all’empireo. Si veda: Via Lattea, 2008 – Retrospettiva di cielo, 2008 – Australia aborigena, 2007.

Invitandoci a viaggiare su strade reali e metaforiche, si delinea inoltre il desiderio dell’artista di celebrare l’architettura che caratterizza luoghi e città, in un’osmosi continua e coerente  tra ricerca di vuoto e pieno come in: Tramonto in piazza Statuto, 2008 – Torre di Londra, 2008 - Castello di Chambord (Loira), 2008. Viene in tal modo illustrata una chiara indagine spaziale improntata al desiderio di operare su zone specifiche quali arte e socialità. 

Il contatto con il tempo contemporaneo e l’interesse verso il mondo esterno, rendono le creazioni dell’artista, autentiche icone dell’oggi attraverso i segni di un tempo scintillante ma ambiguo ed incerto. Una luce che rivela accostamenti di colore puro e schegge di storia in un perfetto accenno di surrealismo per questo tempo di globalizzazione, fa affiorare sulla tela figure di soldati e monaci tibetani che, con la loro forma e la loro intensità, si impongono davanti agli occhi dello spettatore per non far dimenticare i fatti di cronaca che hanno investito il mondo negli ultimi anni, raffigurati da opere quali: Forze di pace, 2008 - Cercando l'illuminazione, 2008 – E’ più efficace la musica o un’arma, 2008.

Alcune opere saranno visibili sulla nostra galleria on-line all’indirizzo:

www.arteincornice.it/mostre.asp?id=135


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Private, sconosciute figure. Laetitia Calcagno e Angela Grazia Galletto a cura di Françoise Calcagno e Andrea Giacometti

Venezia, 25 ottobre - 7 novembre 2009



 

C’è qualcosa di immensamente importante dietro un quadro,  qualcosa che nessuno, oltre all’artista, può sapere. C’è un mondo che parla di vissuto, ma può anche parlare di pura fantasia, pura immaginazione, senza che la verità si riveli a chicchessia.

Chi rappresentano questi volti? Chi sono quelle figure? Perché sono state impresse su quelle tele?

Domande inutili alle quali è inutile rispondere, come chiedersi se esista un Dio o perché a Venezia ci sia tanta acqua. Ciò che non si può sapere è Bello perché scatena in noi un movimento logico, uno sforzo necessario per non soffermarci davanti ad un dipinto e pensare se sarebbe potuto essere pitturato meglio.

Per questi motivi i dipinti di Laetitia Calcagno e Angela Grazia Galletto si uniscono magnificamente in questa mostra, senza piacere o dispiacere, ma semplicemente nel loro essere Belli. La possibilità di godere di una tela per le sue forme, che Laetitia dona ad ogni pennellata lasciando solo una minima possibilità di analisi, o gustare i colori dei quadri di Angela, che dona luminoso e incondizionato splendore ad ogni piccola tela, privando ogni tanto la nostra gaiezza con colori scuri per ricordarci che non c’è solo la luce. Senza che ci siano per forza dei motivi. Senza ricercare una forzata razionalità, per quanta ce ne possa essere. Senza che ad ogni costo il critico d’arte di turno debba motivare, secondo giudizi perentori di gusto, il perché e il percome sia assolutamente necessario scapicollarsi ad una mostra senza sapere nemmeno di cosa si parli, senza capire perché andarci o rimanendo delusi per le aspettative tradite.

Qui sta la novità di questa mostra: non c’è nulla da capire. E, sia chiaro, non perché queste opere non comunichino nessuna esperienza, nessuna sensazione, non perché i quadri siano monotoni, ripetitivi e già visti, tutto il contrario: la sensazione garantita del Bello platonico, l’estasi inevitabile della sindrome di Stendhal, l’agognata catarsi aristotelica applicata finalmente alla pittura potranno, con qualche piccolo sforzo, essere compresi.

Oppure, per una volta, sarà possibile uscire da una galleria d’arte contemporanea senza chiedersi cosa volesse comunicare quella strana tela a pois.   

 

Andrea Giacometti


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Mostre in corso

Vittorio Maria Di Carlo - Babae

Vercelli, 24 ottobre - 15 novembre 2009



 

sabato 24.10.09 alle ore 18 presso i locali della “Casa d’Arte” di via dei mercati 15, verrà inaugurata la personale dell’Artista lombardo Vittorio Maria Di Carlo che vanta il Patrocinio del Comune e della Provincia di Vercelli.

Vittorio Maria di Carlo è nato a San Marco in Lamis, nel Gargano. Dopo aver frequentato i corsi di Arte, presso l'Istituto Statale di Bari, ha conseguito il diploma in Pittura e Decorazioni. E' stato riconosciuto come giovane artista emergente al tempo della "Nuova Figurazione" ed ha riscosso notevole successo in parecchie mostre collettive e personali. In seguito, si è stabilito a Milano alternando la residenza lombarda con periodi trascorsi a Manila, e viaggiando spesso per conoscere il mondo e per far conoscere la propria arte in esposizioni internazionali, come quella tenuta a Bamberg in occasione della 5a Biennale Europea. La sua attività prosegue tuttora ottenendo consensi in mostre presso Istituzioni Pubbliche e private sia in Italia che all'Estero. Diverse mostre personali sono state realizzate nelle principali città; Las Palmas, Barcellona, Manila, Sydney, Zurigo, Montecarlo, Hong Kong, Los Angeles, New York.

Sarà possibile visitare l’esposizione, che si concluderà il 15 Novembre, dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00 lunedì e in altri orari su appuntamento.

Il 15 novembre alle ore 18.00 durante il finissage verranno presentati i gioielli ideati da Carola Pasquino fondatrice di “Progetto C73”. Gli oggetti di C73 hanno colori vivaci e spirito libero; giocano con filati morbidi di sete, cotoni e viscose per l’estate e filati caldi di lana, lurex e viscose per l’inverno. Gli accessori raccontano la propria storia attraverso il profumo del legno, il luccichio delle paillettes, la raffinatezza delle madreperle e la stravaganza degli elementi in metallo e in plastica. La nuova collezione di bijoux è stata realizzata attraverso l’utilizzo degli scarti derivanti dalla lavorazione delle materie plastiche. Il progetto prende spunto dai festeggiamenti per il centenario della nascita del Movimento Futurista. Pur ispirandosi al movimento culturale più prorompente del secolo scorso, lo spirito del progetto ed ella collezione lo interpreta con coscienza attuale. Il Movimento Futurista ha coinvolto ogni forma di espressione artistica, inclusa la moda. Tutte le arti erano proiettate verso il colore, il movimento, la modernità…


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ANNA TORRIERO - ELIO TORRIERI SIT NUMBER 18: IL PIANO SOTTILE
Torino, 16 ottobre - 14 novembre 2009



 

Non Permanent Gallery è lieta di presentare Sit number 18: Il Piano Sottile, doppia personale di Anna Torriero ed Elio Torrieri. In mostra una selezione di opere di due artisti che da anni fanno parte della scena artistica italiana e internazionale. Un percorso di pittura e scultura che spazia dal concettuale all’iperrealismo e che ora approda ad una nuova ed entusiasmante gestualità astratta.

È il piano sottile quello che unisce e accomuna la vita e l’arte di Anna ed Elio, che pur percorrendo  iter artistici differenti, questi sono intrisi da un comune sentire, da un’attenzione per i più profondi significati dell’esistenza che i due artisti riescono ad esprimere con efficacia attraverso la loro arte, sicuramente anche  in virtù della loro vita condivisa.

E’ il piano sottile dell’ascolto, delle percezioni, del senso intimo delle cose, delle verità nascoste tra forme e colori. Il piano, inteso come progetto di vita, intreccio, crescita insieme, ma in autonomia, con mutuo rispetto e reciproca attenzione.

Anna Torriero è un’artista concettuale, in cui grazia e leggerezza si integrano con un linguaggio complesso ed una tecnica consolidata. Da diversi anni partecipa ad iniziative espositive nazionali ed internazionali di ampio respiro. Le opere proposte in questa mostra – le uova di struzzo su cui interviene e le tele della serie “Io non dipingo, gioco” -, riflettono la poetica e i significati alla base della ricerca dell’artista. “Nel momento in cui l’uovo, simbolo della vita, è segnato da tratti calligrafici – ha rilevato Diego Bionda - o sovrasta caratteri che simboleggiano le lingue del mondo, il silenzio della geometria si mette in comunicazione con il linguaggio del mondo”. Le uova interpretate da Anna sono simbolo di vita, potenza e fragilità, interazione e integrazione degli opposti, testimonianza dell’atto creativo nella sua semplicità e grandezza. Anna si cimenta poi nel grande gioco della creazione, del generare, che si riflette nelle tele nere della nuova serie “Io non dipingo, gioco”, in cui pennellate di colori su magneti che si muovono, permettono di comporre di volta in volta immagini diverse. Nel momento ludico artista e fruitore si confondono in un gioco, in cui lo spettatore diviene l’artista e di conseguenza, il creatore.

Maestro dell’iperrealismo, le cui opere sono state esposte oltre che in Italia a Berlino, Kiev, San Paolo e Miami, Elio Torrieri per anni ha coniugato composizione moderna e impostazione classica, creando opere di una figurazione decisa, in cui negli ultimi tempi si è inserita una forte gestualità astratta. Nelle tele della serie “Il Vuoto e la Materia” esposte a Berlino nel 2006, “le immagini - scrive Vittorio Sgarbi - diventano assorta epifania oltre la quale non c’è altro da dire, rivelazione che concepisce solo la dimensione contemplativa, conciliando spirito, mistero, poesia”. Lo straordinario rigore formale con cui dipinge i soggetti rappresentati strappa al buio i colori e le forme per risaltarli in una luce vivida di echi caravaggeschi. Oggi la pittura di Elio si è trasformata, per una sorta di nuova febbre espressiva. Ed ecco che dal buio degli sfondi compaiono improvvise pennellate di colore, che quasi disturbano la composizione, le regalano un ulteriore livello di senso: ironico, giocoso, imprevedibile. L’’astratto si insinua nel figurativo con energia prorompente, quasi violenta. Nascono così i nuovi dipinti, quelli della serie “ANIMAli”. L’arte di Torrieri si manifesta in un caleidoscopio di forme e colore, in cui la figurazione supera i confini della rappresentazione oggettiva e lascia spazio all’interpretazione più profonda, quella delle pieghe dell’anima in cui istinti primari ed elevazione dello spirito trovano il loro equilibrio.

 

 Veronica Perrone


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Vittorio Miele – Grafica

San Gimignano, 10 ottobre - 2 novembre 2009

 

Vittorio Miele è tra le figure “storiche” della pittura di questo territorio ma ciò non semplifica l’intera lettura della sua opera. Soprattutto per quel continuo rinnovamento della cifra linguistica che ne evoca l’impossibilità  - umana e pittorica – di arrestarsi dinanzi a soluzioni risolutive.

Miele è stato testimone attento dell’universo umano e di questo ha colto – con la propria, dolorosa intuizione – ogni spiraglio, ogni frammento sottile.

A dieci anni dalla sua scomparsa (1926 -  1999) sembra necessaria, se non indispensabile, una sorta di fermata riflessiva sulla vicenda completa di questo autore che ha fatto del rigore, umano e artistico, un carattere distintivo di tutta la sua poetica espressiva.

Questa retrospettiva permette pertanto di rivisitare le cifre espressive di Miele e al contempo di “restituire” alla città di Frosinone un frammento mai dimenticato della propria storia recente.

La mostra - ideata nella sua struttura antologica, e non già quale  “viaggio circoscritto” - si pone oltremodo quale principio storico del luogo; lo coinvolge, ne ridisegna i confini dell’immaginario, lo ripropone, anche, come epicentro del giudizio.

L’evento suggerisce un percorso espositivo che partendo dalle opere realizzate nei primi anni ’50 e procedendo per le insostituibili esperienze degli anni ’70 si conclude con i dipinti che sembrano preannunciare l’epilogo di un’esistenza comunque complessa, fatta di spaccature, approdi precari, di una “sostanza” mai pianificata o rassicurante.

Un “incontro”, questo con Vittorio Miele, che è momento qualificante di lettura e conoscenza per l’intera comunità.

Volume monografico a cura della Fondazione Umberto Mastroianni con testi critici di Maurizio Calvesi e Luigi Tallarico.

…L’imperativo dell’occhio di Vittorio Miele è la sintesi, nel creare tarsie di piani, adagiati, o a perpendicolo e comunque prominenti, come stuoie dai ruvidi colori gradualmente disposte dal vicino al lontano: pezzature di terra, campagne, strade, colline, montagne, che l’occhio individua nelle loro angolazioni, prima che dalle forme, dagli stacchi e dal diverso rapportarsi alla linea dell’orizzonte contro il cielo.

Le distanze sono plasticamente rapprese in blocchi o spezzate da linee sghembe; nuvole come sassi, cespugli come fruste, vegetazione gremita di grossi punti; tetti ferrigni o sanguigni, pareti di calce; la prospettiva nasce dal loro incontro. Le case, gli alberi depongono macchie pesanti in reciproco dialogo o invece diverbio, scure contro il bianco, o bianche contro il rosso, e ancora in altri accostamenti pur sempre robusti, perentori...(Maurizio Calvesi)

…Come è stato detto, un artista non dipinge i fatti della rivoluzione per dimostrare l’innovatività dell’opera. Consapevole di questo concetto, Vittorio Miele non separa le passioni dalla forma, che indirettamente le esprime, ma  –  combinando le parole con il destino degli uomini del tempo mette a nudo la discrepanza tra l’io e la realtà, soprattutto l’incomprensibilità di certe terrificanti realtà, che bloccano l’anima in subbuglio e che la dispongono ad un’attesa tutt’altro che pacificata.

Ed ecco come il dolore-rivolta, per le vicende della vita, affiora in superficie in immagini trepidanti, che anche quando Miele – da artista eternista – non le identifica otticamente e/o ideologicamente, evidenziano  comunque il  dramma  dominato  dall’Urschrei espressionista e proprio dell’artista attivista, il quale tramuta il “grido” irrefrenabile in un “urlo condensato” nella struttura stessa delle cose. Non si compiace della rivolta fine a se stessa, ma progetta e costruisce….(Luigi Tallarico)


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...non è solo un gioco di Marco Tamburro

Padova, 9 ottobre - 2 novembre 2009

 

Marco Tamburro è un artista impegnato nel saper raccontare la vita quotidiana in cui l’uomo perde di vista il tempo che scorre troppo velocemente, senza riuscire a cogliere le piccole cose che lo circondano .

Questo spiega il ruolo marginale che la figura umana ha nella sua pittura: è una semplice presenza che insegue incessantemente le traiettorie infinite della città. 

I motivi che MARCO TAMBURRO più predilige sono quelli consueti del paesaggio urbano: semafori, grattacieli, strisce pedonali, taxi, cartelloni pubblicitari, stazioni ferroviarie  che raffigura con notevole immediatezza e velocità nel tratto.

 

Delle sue tele, prevalentemente grandi, colpisce subito l’impianto scenico, strutturato secondo vari tagli prospettici: le linee si interrompono e si ricongiungono con altre linee attraversando il quadro, dando così la sensazione della frenesia della città.

Nel ciclo delle tele inedite presentate dalla Galleria Anna Breda, il titolo “….Non è solo un gioco”  non è casuale. Infatti in questi ultimi dipinti di MARCO TAMBURRO si coglie una creatività e maturità nuova…

la vita non è solo caos ed ansia quando si ha la consapevolezza che “il Bambino che c’è in noi è sempre vivo”. Ecco che  la vita stessa  assume i colori romantici della magia e della fantasia …

Le sue tele sono un invito a tuffarsi nei ricordi della nostra infanzia. La ruota, i lego, sono giochi che tutti i bimbi fanno, liberando l’immaginazione in cui le uniche regole sono quelle dettate dalla fantasia proprio, come l’arte.

L’arte stessa è l’espressione del gioco nelle sue manifestazioni ironiche come la POP ART, o il SURREALISMO. Ce lo ricordano i grandi come Wharol e Dalì. 


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Salvatore Mammoliti - nuove nature morte

 

Torino, 1 ottobre - 7 novembre 2009

 olio su tela

olio su tela
 

Giovedì 1 ottobre 2009 alle ore 18:00, presso la Galleria 44 Arte Contemporanea, si inaugura la mostra personale di Salvatore Mammoliti, dal titolo “nuove nature morte”.

L’artista sarà presente all’inaugurazione.

Catalogo in galleria con testo critico di Alberto Agazzani.

 

L’allestimento della mostra comprende una serie di quadri a olio realizzati dall’artista per questa seconda personale presso la Galleria 44.

 

Salvatore Mammoliti nasce nel 1958 in provincia di Reggio Calabria dove si diploma all’Istituto Statale d’Arte e all’Accademia di belle Arti. Lo studio  sui maestri del passato lo conduce verso una pittura intesa come “ritorno al mestiere”. La sua pittura fino al 1992 e’ rappresentata da un “figurativo magico e ispirato, dal sapore vagamente onirico”. In seguito,  abbandonato il gusto per una pittura di tipo narrativo, approda ad un “iperrealismo concettuale”. L’attività espositiva dell’artista iniziata nel 1989, da allora annovera numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Le opere di Mammoliti appartengono al genere comunemente chiamato “natura morta”, ma la loro caratteristica è di essere ravvivate dall’invenzione o meglio da una lettura del reale che coglie aspetti insoliti e mai visti prima. Mammoliti impone ai frutti da lui scelti di farsi guardare: primo perché li dipinge e secondo perché li fa diventare dei protagonisti assoluti.

Abbiamo presentato questo artista per la prima volta a Torino nel 2004. Nel corso di questi anni, abbiamo continuato la nostra collaborazione proponendo le sue opere  sia a Torino (dove è stato scelto un suo lavoro per Manifesto-Luci d’Artista), che  in Francia e negli Stati Uniti.

A distanza di cinque anni la Galleria 44 presenta i suoi nuovi lavori, in una personale “tutta da scoprire”.

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FUORIBIENNALE - ROMPEREXFARE
Venezia, 12 settembre - 31 ottobre 2009

Locandina mostra  

La galleria d'arte ADmore di Venezia, in collaborazione con Anna Breda Arte Contemporanea, inaugura l'esposizione ROMPEREXFARE. Vengono presentati i lavori di due fotografe e uno scultore designer il cui spunto comune è un momento di rottura che porta ad una visione del tutto particolare di ciò che ci circonda.

L'esposizione del Fuoribiennale 2009 è la terza di un ciclo dedicato ai processi creativi ed al rapporto con i materiali ed i soggetti rappresentati.

Facchinelli e Magnaguagno partono da uno stesso soggetto: un albero stroncato da un fulmine. Per Facchinelli l'albero diventa materia per una scultura sulla quale lavora poi con resine per ottenere forme inedite e suggestioni particolari.

Per Giulia Magnaguagno l'albero sopravvissuto alla forza distruttiva della natura rifiorisce, torna ad essere rigoglioso, diventa protagonista con Alice di un mondo fiabesco. La fotografa approfondisce e analizza il senso delle fiabe riviste con sensibilità attuale, si confronta con  emozioni infantili riemerse dai ricordi nostalgici…Ecco che piano piano riesce “a riaprire I cassetti del cuore e della mente rispolverando episodi passati, ripercorrendo il sentiero delle esperienze ed evoluzioni, attraverso una luce nuova fino a prendere coscienza della Giulia  attuale…”. L'universo femminile è uno dei motivi principali d'ispirazione nell'arte e Giulia Magnaguagno sente la femminilità come qualcosa di puro, misterioso, da svelare attraverso il linguaggio del corpo che l’artista sapientemente sviluppa e approfondisce in varie tematiche dando vita ad un’immagine nuova della donna fatta di naturale gestualità e profonda  espressività, che coglie con il suo scatto fotografico.

Anna Lott Donadel presenta una visione di Venezia poco conosciuta nella quale la natura, potenzialmente incontaminata fa percepire un'armonia totale. L'atmosfera viene però rotta da presenze insolite, discordanti, che inquietano.

I tre artisti ci offrono un percorso stimolante, che parte da una rottura per poi creare un  dialogo tra il se, la natura, l'artificialità dello scatto o della materia sintetica, per dare forma alla propria personale visione del mondo.

Preview Venerdì  4   Settembre - ore 18.30

con gli artisti e lo storico dell'arte prof. Massimo Martignoni

Vernissage Sabato 12   Settembre - ore 18.30

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con-fine Trimestrale di Arte e cultura 


con-fine edizioni d’Arte&Cultura

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